Storia di un tumore al seno destro



sabato 23 gennaio 2010

L'attesa

Grazie alla furbata di chiedere di rimandare l'intervento alla fine di novembre, verrò operata il 17 di Dicembre.
Due mesi di attesa, in cui innanzitutto non sai quando ti chiameranno. Te lo fanno sapere una settimana prima, quindi ogni giorno rimani col cellulare in mano sperando che (non) ti chiamino. Poi ti vengono milioni di dubbi: si ricorderanno di me? Il tumore nel frattempo sta crescendo? Va in metastasi? Il dolore al dito del piede è il tumore che si è diffuso? E poi dubbi sul futuro: riuscirò ad affrontare la cosa da sola? Perderò l'indipendenza? Riuscirò a lavorare dopo? Infine dubbi organizzativi: ho scelto il medico giusto? Se un medico mi fa aspettare 2 mesi è serio? Si rende conto di cosa sta facendo? Dovrei tornare ad Ancona almeno sono supportata da parenti?
Ecc, ecc. Dubbi sciocchi ora che ci penso, ma che mi hanno consumato la vita. Ho smesso di dormire, di mangiare, di sorridere. Mi è passata la voglia di stare in compagnia, di stare col mio ragazzo, di parlare con la gente, di andare al cinema (la mia passione!!). Il lavoro ha cominciato a sembrarmi stupido, la gente che dà importanza al lavoro anche più stupida. E poi problemi esistenziali del tipo: cosa viviamo a fare, la vita è una merda.... Ora neanche me li ricordo tutti.
E poi pianti su pianti, disperazione, logoramenji.
Il 10 Dicembre mi chiama la segreteria della chirurgia per dirmi che giovedì 17 dicembre sarò operata nella chirurgia generale del Careggi, reparto del prof. Moretti.
Nel frattempo mi lascio, di comune accordo.

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